La dipendenza dal gioco in Italia

Di David Busato

Le varie pubblicità e i programmi televisivi non ingannino. Il problema della dipendenza dal gioco d’azzardo in Italia sta diventando una vera e propria piaga. Anche in Provincia di Siena. Sarà la febbre da superenalotto, sarà la crisi economica. Fatto sta che tutti, o perlomeno molti tentano la fortuna, rischiando di entrare in un gorgo infernale. Secondo una recente indagine de ilsole24ore , la Provincia d Siena è 98esima a livello nazionale (sest’ultima) per la spesa nel gioco e la percentuale del reddito giocato è del 4,1% rispetto al 6,3% in Italia.

Numeri contestabili, certo, ma la situazione sta cambiando anche nella nostra provincia. Tanti, troppi, iniziano a giocare e rovinano la loro vita e quella dei familiari. Forse non tutti sanno che alle porte di Monteroni d’Arbia, in una casa colonica, da qualche mese esiste la comunità residenziale Orthos, nata proprio per curare e recuperare le persone che sono diventate dipendenti in toto dal gioco.

Il nome del progetto, Orthos , nasce da un appellativo attribuito a Dioniso nella cultura greca classica. Orthos è "colui che sta in
piedi", che non è reclinato (da cui "cliente") o abbandonato passivamente (da cui "paziente") a se stesso e non dipende quindi da
altri nel reggersi sulle proprie gambe. A marzo di quest’anno è iniziata l'attività di questa prima comunità di recupero su questo tipo
di dipendenza.

Abbiamo fatto qualche domanda al Dott. Riccardo Zerbetto psichiatra e psicoterapeuta, promotore della comunità Orthos e Past President di ALEA( attuale presidente è Graziano Bellio ) – Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio (Sito: www.gambling.it)

    1) Quando e come è nata l’idea ?

Circa 5 anni fa mi è stato richiesto un programma di Comunità terapeutica per giocatori d'azzardo. Avendo avuto esperienza come
fondatore della comunità terapeutica (CT) professionale del Comune di Roma di Città della Pieve che compie ora 28 anni e per la mia esperienza, più recente, nel settore del gioco patologico ho accettato. Ho ritenuto tuttavia che il programma classico di un anno - durata che anche l'unica CT per giocatori esistente in Europa (per precisione in Inghilterra) - non fosse adeguato a persone che hanno generalmente un inserimento lavorativo e sociale, spesso con una famiglia a carico.  Ho quindi ritenuto che andasse esplorata una diversa modalità di approccio: un intervento intensivo di psicoterapia in un periodo relativamente ristretto: tre settimane. Il programma che ne è derivato è consultabile sul sito www.orthos.biz  e rappresenta un intervento molto impegnativo che si propone di toccare le tipiche "aree di criticità" del giocatore problematico.

    2) Primi risultati ?

I risultati del primo anno di sperimentazione sono stati valutati da una apposita commissione nominata dalla regione Toscana - che ha finanziato il progetto - con un risultato soddisfacente al punto che io progetto è stato rifinanziato, per gli utenti toscani, anche per l'anno in corso.

All'impatto, generalmente molto positivo, della prima fase, segue ovviamente un delicato periodo di assestamento collegato al ritorno dell'utente nel contesto di provenienza. E' infatti importante garantire un sostegno del lavoro fatto nel periodo residenziale
attraverso un "accompagnamento" che si esprime in incontri periodici e nel mantenere un collegamento tra gli utenti e con gli operatori. Fondamentale è, inoltre, il contatto con gli operatori sul territorio, in genere dei SerT, per la fase di invio e verifica motivazionale, come pure del prosieguo del rapporto terapeutico di consolidamento nel periodo successivo.

    3) Un po’ di dati in generale sulla tipologia di persone ecc.

La tipologia dei “nuovi dipendenti” si esprime inoltre in una gamma estremamente diversificata a livello sociale, culturale, di età e di
censo rendendo difficile un inserimento in contesti terapeutici predisposti per popolazioni target assai più omogenee e quindi meno
adatte ad immissioni da parte di soggetti con storie personali e problematiche socio-adattive diverse e fortemente diversificate

      4) Il “mal di gioco” in Italia è così diffuso ?

         Le dò alcuni dati:


         1. La spesa degli italiani è aumentata quasi del 20% (per l’esattezza del 19,7%) nel 2007 rispetto al 2006 con una raccolta
complessiva di 42,2 miliardi di euro (pari al 2% del prodotto interno lordo) con un incremento davvero impressionante: 14,3 miliardi di euro incassati nel 2000, 18 del 2002, 23,1 nel 2004, 28 nel 2005, ai 35,2 miliardi di euro nel 2006.
         2. Le entrate derivanti dai giochi sono aumentate del 7,1 % (pari a 7,2 MD di euro). Un aumento complessivo imputabile soprattuttoal raddoppio del fatturato del Gratta e Vince e all’aumento (del 22%) delle “macchinette” (18,8 MD di euro la raccolta del 2007 con 2,2 MD di entrate erariali).
         3. Ai giocatori va attualmente il 68% della raccolta, con un leggero incremento rispetto all’anno precedente … ovviamente per
invogliarli a giocare di più.
         4. L’Italia, alla fine del 2004, si collocava al terzo posto fra i paesi che giocano di più al mondo, preceduta solo da Giappone e
Regno Unito. Il mercato italiano rappresenta il 9% di quello mondiale. Ma se analizziamo la spesa pro-capite, l’Italia ha il primato mondiale con oltre 500 euro a persona, e in Regioni quali Sicilia, Campania, Sardegna e Abruzzo le famiglie investono in gioco d’azzardo il 6,5% del proprio reddito.
         5. Quella dei giochi d’azzardo è la 5° industria in Italia dopo Fiat, Telecom, Enel, Ifim.
         6. La maggior causa di ricorso a debiti e/o usura in Italia è da attribuire all’azzardo
         7. A fronte di un maggiore volume di gioco in Italia di 12,2 miliardi di euro dal 2004 al 2006, le entrate per l’erario sono diminuite da 7,3  a  6,7 miliardi di euro (allegato n. 3).
         8. Il gioco d’azzardo in Italia coinvolge maggiormente le fasce più deboli. Secondo i dati Eurispes 2005 nel gioco investe di più chi ha un reddito inferiore: giocano il 47% degli indigenti, il 56% degli appartenenti al ceto medio-basso, il 66% dei disoccupati.
         9. Gioco d’azzardo non significa per forza gioco patologico; la stragrande maggioranza dei giocatori non ha nessun problema, ma  le ricerche internazionali condotte per accertare il numero di giocatori patologici stimano dall’1 al 3% (a seconda che siano calcolati sull’arco della vita o sull’ultimo anno) la popolazione vittima del gioco patologico: in Italia ciò equivale a 700.000 persone in “età di gioco” . E’ interessante notare che le ricerche esistenti, fatte in Inghilterra, Spagna, Nuova Zelanda, Canada, USA, riportano in modo concorde tutte gli stessi risultati percentuali.
        10. In aggiunta, tutte le ricerche dimostrano che la maggior quantità di giochi a disposizione (sia come numero che in termini di possibilità di accesso temporale) è direttamente proporzionale ad un aumento del numero di popolazione che perde il controllo del gioco e che diviene giocatore problematico o patologico.


5) Che ruolo hanno la pubblicità e i mezzi di comunicazione nel bombardare  quotidianamente sul gioca e vinci facile ?

Siamo giornalmente inondati da programmi televisivi, campagne promozionali ed esercizi (bar, tabaccherie, sale giochi, etc.) che - novelli  Gatti e Volpi - cercano di adescarci come "Pinocchi" a seminare le poche monetine d'oro per raccogliere lauti e facili guadagni. Questo pressing è assolutamente antipedagogico, specie sulla psiche in formazione dei giovani,  che in misura crescente si fanno abbacinare da illusori sogni di arricchimento facile sacrificando i loro piccoli risparmi che frutterebbero sicuramente di più se investiti in altro modo. Solo per le campagne promozionali la Amministrazione dei Monopoli di stato ha investito nel 2007 ben 24 milioni di euro. Ed in più, senza versare un solo euro per interventi di prevenzione dal gioco patologico, come invece viene fatto in altri Paesi.


6) Come si svolge la giornata tipo ?

La giornata, con sveglia alle ore 7 e 30, inizierà con la cura dellapersona, del posto letto e della stanza unitamente ad altri compagni se condivisa nel periodo di tempo tra le 7,30 e le 8,15. Segue la colazione con la partecipazione di tutti i residenti. Secondo un programma concordato in precedenza, ognuno si occupa dell’apparecchiatura, della preparazione degli ingredienti e del lavaggio delle stoviglie. Anche questo momento ha il significato di “rito augurale collettivo” sull’inizio del nuovo giorno. Dalle 9 si
tiene una pratica meditativa di autoascolto e autoosservazione. Nel resto della giornata, momenti di psicoterapia in gruppo si alternano alla condivisione di informazioni e conoscenze scientifiche sul gioco patologico, e queste attività vengono integrate da esperienze di counselling a mediazione artistica, dalla condivisione di occupazioni comuni, da percorsi di riappropriazione della propria capacità di provare piacere in modo sano ed equilibrato.


7) Il costo?

Il trattamento è gratuito per gli utenti toscani. Costa invece circa 100 euro al giorno per i non toscani,  per i quali si parla quindi di un costo equivalente a circa 3000 euro per l'intero trattamento: modulo di 21 giorni + 3 fine settimana di verifica nel corso dell'anno seguente al trattamento intensivo.


Associazione Orthos

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Monteroni d’Arbia - 53014 - SIENA

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