Gioco d'azzardo, casi patologici in crescita in Toscana

Gioco d'azzardo, se preso per il verso sbagliato si può trasformare in una bestia feroce pronta a consumarti corpo, mente ed anima. Lo sanno bene i responsabili del Sert di Firenze, che ogni giorno combattono non più con i disagi delle persone ma con delle vere e proprie dipendenze, con tutti i crismi ed i dettami psicologici che ne caratterizzano la specificità. I numeri, purtroppo, parlano chiaro: a Firenze questa patologia è in crescita.



"Nel 2010 - ha affermato la dottoressa Adriana Iozzi, responsabile del Sert di via Lorenzo il Magnifico - le persone che si sono rivolte alle nostre strutture cittadine per la disintossicazione dal gioco d'azzardo sono state 128, nel 2011 sono salite a 159". Numeri parziali, ai quali ne vanno aggiunti altri che ne completano il quadro. Stanno infatti affacciandosi dipendenze nuove, che gli esperti definiscono da 'ritiro sociale': nel 2011 sono state 31 (27 nel 2010) le persone che hanno richiesto aiuto per combattere l'assuefazione da internet ma anche dallo shopping compulsivo; anche se siamo all'alba del problema il trend di queste malattie è in crescita. La giornata che ha visto la presentazione della nuova campagna di comunicazione per contrastare le patologie legate al gioco di azzardo, gestita dal Comune e dall'Asl di Firenze, è stata anche l'occasione per fare un bilancio del fenomeno. Un moto continuo, dove le storie delle persone perdono colore e si riempiono di frenesia, noia e disperazione. Ed in crescita, basta attingere dal dato nazionale: in Italia, nel 2011, il giro d'affari legale del gioco d'azzardo è stato di 76,1 miliardi di euro. Il 23,9% in più rispetto ai 61,5 miliardi dello scorso anno. Spalmando la somma su l'intera popolazione, toccherebbe un fardello da 1.260 euro a testa. E come se non bastasse, le cifre non tengono conto del nero, dei miliardi di euro che ruotano attorno al gioco clandestino, spesso controllato dalla criminalità organizzata. Non a caso la Guardia di Finanza, complessivamente, parla del triplo degli introiti. Non solo; nel rapporto annuale presentato ad inizio 2012 da Libera, si stimano "800mila persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio".

"Solo in Toscana - ha aggiunto la dottoressa Paola Trota, dell'Asl di Firenze - nel 2010, cioè l'ultimo dato certo in nostro possesso, sono stati giocati 3,4 miliardi di euro, con una media pro capite di 1189 euro. Non siamo i primi, ma nemmeno gli ultimi visto che ci piazziamo all'ottavo posto su scala nazionale". Numeri che si spingono anche all'interno della provincia di Firenze. Nell'area metropolitana fiorentina, sempre su fonti 2010, il giro di affari legale supera gli 800 milioni di euro, per la precisione 851. "Il fenomeno della dipendenza - ha affermato la dottoressa Susanna Falchini, responsabile del Sert B dell'Oltrarno - non ha caratteristiche sociali distinte, potremmo dire sia con caratteristiche 'democratiche'. Diverse invece sono le singole ripercussioni: è chiaro che le fasce economicamente più deboli, dagli anziani ai giovani, trascinano il problema in vere e proprie voragini finanziarie che travolgono intere famiglie". I casi, in questo senso, non mancano. C'è chi ha ipotecato la casa, chi ha dilapidato un milione di euro, chi addirittura è riuscito a giocare 8mila euro al poker-online nel giro di una giornata. E tutto fatto silenziosamente, allo scuro di tutto e tutti.

"I giochi più gettonati - continua la dottoressa Trota - sono i giochi veloci, rapidi, dopo la vincita è immediata: dalle slot-machine, ai gratta e vinci, al gioco online". L'identikit tracciato dall'Asl fiorentina parla di un uomo sui 45 anni di media, sposato, lavoratore. Spesso uomini insomma, ma la piaga si sta diffondendo anche tra le donne. Poco meno di un terzo di coloro che si sono presentati al Sert, sono donne. Per capire di cosa stiamo parlando c'è da considerare che nel 2004-2005 la fetta tra sessi era molto più ristretta e sbilanciata: le donne erano presenti in circa un nono della casistica. Entrare in questo circolo, che prima si maschera come una specie di vizio, poi si veste di ossessioni, ed infine sfocia nella vera e propria dipendenza, è un processo lungo. Per uscirne quindi c'è da lavorare, e molto; almeno un anno di intensa terapia. Così, proprio per informare la popolazione della nascita di un servizio d'aiuto specifico, è stata ideata la campagna di comunicazione "GAP" che vede Comune, Azienda sanitaria e Società della Salute di Firenze impegnati in prima linea.  "Questa campagna - ha spiegato l'assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi -realizzata insieme all'Azienda sanitaria vuole rispondere a un fenomeno in costante crescita, ovvero la dipendenza da gioco d'azzardo. Si tratta di un'attività lecita, socialmente accettata e ampiamente, anzi eccessivamente, pubblicizzata come il gioco. Un'attività che in alcuni casi diventa una dipendenza vera e propria. I servizi sul territorio da qualche tempo si sono attrezzati per dare una risposta a questo fenomeno e la campagna rientra pienamente in questa attività di prevenzione e cura. L'obiettivo è infatti sensibilizzare la popolazione e, in particolar modo i giocatori, dei rischi del gioco quando diventa una malattia.

E anche informare delle opportunità offerte dal sistema sanitario". Da qui è possibile ricevere tutte le informazioni: il numero telefonico è 840003003, il sito internet è all'indirizzo www.cesda.net.

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