Da "La Nazione" - 22 marzo 2012

Monteroni. "Noceto" è un toponimo così antico nel territorio di Monteroni da essere citato nelle cronistorie dell'anno 1100. E' qui che lo psichiatra Riccardo Zerbetto ha deciso di costruire un polo innovativo nel campo della psicoterapia, con scuola di formazione e corsi residenziali. Zerbetto, un professionista con oltre un ventennio di esperienza nei servizi di salute mentale a Siena, ha acquistato qui tempo fa un vecchio podere con annessi 1 ettaro di oliveto e 7 di bosco, e dopo aver ristrutturato la costruzione, ha dedicato tutte le sue energie a far nascere proprio qui un Centro di Crescita dove si svolgono attività di vario tipo nel campo della psicoterapia, della salute e della "Arte Terapia"...

"Per quasi 40 anni mi sono occupato di tossicodipendenze e sono stato consulente dell'ex ministro della Salute Aniasi redigendo negli anni '80 il cosiddetto Decreto Aniasi da cui hanno preso vita i vita i cosiddetti SerT" – spiega Zerbetto. Poi, nel 2007, lo psichiatra di origine altoatesina ottiene un finanziamento ad hoc della Regione Toscana per il trattamento dei giocatori di azzardo patologici. A Noceto giungono nel corso dell'anno gruppi di 10/12 pazienti provenienti soprattutto dalla Toscana ma anche da altre zone d'Italia per una terapia che dura 3 settimane (per il programma specifico, vedi: www.orthos.biz). In virtù della convenzione i pazienti toscani non pagano il trattamento. "Nell'arco di tempo di 5 anni abbiamo trattato qui 170 casi con buone percentuali di successo" spiega Zerbetto. Questo centro è unico in Italia in quanto tratta esclusivamente la ludopatia e solo di recente sta prendendo piede un centro analogo in Emilia fortemente ispirato a questo. Una delle peculiarità del Programma sta nella attiva partecipazione degli utenti non solo alle attività specifiche di psicoterapia, meditazione, lavoro corporeo, ma anche di lavoro manuale, cura dell'ambiente e partecipazione alla preparazione dei pasti. Chi ha dilapidato dei beni al gioco il più delle volte non dispone di risorse economiche. la partecipazione all'autogestione contribuisce quindi anche alla diminuzione dei costi oltre ad avere un valore terapeutico. Il principio ispiratore è quello di rafforzare il senso della misura e la necessità di imparare a "stare in piedi sulle proprie gambe", da cui il termine "orthos". In questi 5 anni il Programma Orthos ha rappresentato un progetto sperimentale ed innovativo che le autorità competenti dovranno decidere se mettere a norma adeguando la legislazione al trattamento delle "dipendenze comportamentali", come appunto la ludopatia, che attualmente non vengono contemplate. Per questo il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale ha visitato di recente Noceto con l'assessore ai servizi sociali del Comune di Siena. "Purtroppo la ludopatia non compare ancora tra le malattie riconosciute dal Sistema sanitario nazionale e quindi, per la legge, non esiste" – spiega Zerbetto. "Se riuscissimo a superare questo vuoto legislativo grazie al nuovo Piano socio-sanitario regionale saremmo la prima struttura sanitaria di questo tipo nel nostro paese". Inoltre a Noceto fervono nuovi progetti analoghi su altre forme di dipendenza comportamentale, come quella ad internet, che partirà già dal prossimo agosto. Un luogo gradevole come questo, fra campi e boschi è ideale. "Un ulteriore radicamento delle nostre attività potrebbe trasformarsi in una risorsa per il territorio, si pensi per esempio all'eventuale coinvolgimento di alcune strutture agrituristiche che oggi soffrono lo stallo del turismo. I campi di applicazione sono davvero numerosissimi, come lo shopping convulsivo, le dipendenze affettive, i disturbi alimentari che possono essere superati con un intervento non medico ma psicologico. Insomma questo tipo di terapia è il futuro a cui guardare, anche alla luce dell'attuale crisi delle tradizionali comunità terapeutiche per tossicodipendenti" conclude il fondatore di questo innovativo progetto.

r. simone


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